Support my projects

I viaggi di Amleto

Come Shakespeare mette in scena, senza mezzi termini, il rapporto di una mente umana con la vita e il suo problema, così i senza tetto di Milano recitano con frasi di Amleto il loro mettersi continuamente in discussione.

Amleto-homeless sdraiato davanti alla vetrina di un negozio Furla

Il corto, "Amleto", realizzato da Tekla Taidelli con la sua Scuola di street cinema, che affronta sempre temi attuali con testi di Shakespeare, sarà proiettato per la prima volta in occasione del Festival di Filmmaker lunedì 18 Novembre alle ore 21.30 presso Arcobaleno Film Center, viale Tunisia 11.

Alla prima all’Arcobaleno saranno presenti Franco e Omar i due homeless protagonisti.

Amleto è il pilota di un progetto di scuola itinerante: I VIAGGI DI AMLETO.

I VIAGGI DI AMLETO

ARGOMENTO:

Un viaggio in interrail con Franco, uno degli homeless protagonisti del corto, da 30 anni per strada, attraverso le sette città italiane di: Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, alla ricerca dei suoi “amici- Amleti”, coloro che sono comunemente definiti: “barboni”, “clochardes”, “homeless”.

La prima tappa è Milano dove Tekla ha incontrato Franco, che è disposto ad accompagnarla in questo viaggio, nel quale lo seguirà da vicino come guida, una sorta di guida Michelin degli homeless.
Tekla partirà con una troupe leggera di 3 allievi che la seguiranno per tutto il viaggio e in ogni città proporrà il suo workshop di Street Cinema così da avere altri allievi pronti per il film che si uniranno alla troupe.
Il prodotto sarà una docu-serie a puntate della durata di 15 minuti, per ogni città visitata e un documentario finale di quarantacinque minuti che racconterà tutto il viaggio.
Un canale YouTube e un profilo Instagram seguiranno i daily del viaggio in un backstage continuo.

RAGIONI:

Barbone, nome comune di persona S.M.: indica un caratteristico tipo di irregolare e vagabondo che vive ai margini della società senza dimora né occupazione predefinita (è sinon. di mendicante, clochard). Treccani.it

Il motivo scatenante va oltre questa definizione.
Perché la gente sta per strada?
È una scelta consapevole, di rifiuto, oppure è il segno tangibile e non modificabile di emarginazione e sconfitta?
Esiste un margine praticabile tra questi due opposti?
Oggi nel 2019 il “clochard” rappresenta un sub-sistema, una realtà non più così tanto aliena.
Perché il barbone che dorme sulla panchina sotto casa potrebbe essere uno di noi, con la disoccupazione mondiale, i cassa integrati e le pensioni da fame, di questi anni terribili.
Ma chi sono questi “clochardes” che oggi nel nuovo millennio sono così presenti e evidenti in tutto il mondo?
Sono il malessere del nostro sistema?
Sono un prodotto della nostra società?
Sono la rivolta al pre-costutito al predefinito?
Di sicuro nelle grandi città sono una classe di censo: la più bassa, quella dei pària, gli intoccabili, “la classe” della rinuncia.
Partendo dal fascino che suscitano in lei questi “forestieri della vita” e volendo cogliere la veridicità delle loro scelte, l’autrice ha semplicemente conosciuto Franco, uno di “loro”, è entrata in confidenza con lui e facendo leva sul lato umano e non sulla fiction tv, vuole mostrare con lui da vicino altri spaccati di vita “randagia”, di strada, da Milano ad altre città italiane.
Franco oltre alla sua guida sarà la voce narrante, una sorta di Amleto metropolitano che tra citazioni di Shakespeare e frasi di strada la accompagnerà in questo viaggio attraverso le scelte estreme di questi “esseri - umani” come direbbe Bukowski.

LA POETICA DEL “BELLO ESTREMO”:

Un autrice, Tekla Taidelli, per anni nelle realtà occupate e anarchiche, che nel suo percorso artistico ha sempre cercato un legame con la strada, con l’espressione più dura e radicale del vivere, dalla tossicodipendenza, ai punk, all’immigrazione, alle piazze, alle borgate, alle carceri, alle tribù di beduini del Sinai, agli spazi e ai tempi dell’antagonismo.

Perché?
Vale una risposta? O vale piuttosto una ricerca, la ricerca del bello che si manifesta solo quando, davvero, la vita è estrema?
Nell’urgenza di spiegare e far parlare questi mondi estremi, vivi nel loro essere estremi, il progetto non si prefigge di spiegare il perché di una determinata scelta, piuttosto intende di proporre spaccati di realtà attuale, di circostanze variabili, generate dal mettersi in gioco da parte della stessa autrice, che al pari di Franco e degli “homeless”, farà parte della narrazione, condividendo il loro tempo e il loro spazio, cioè per tutto il tempo dello shooting.
Alla ricerca di qualcosa che la emozioni che la faccia vivere e respirare.

CHI È FRANCO?

Franco vive a Milano da vagabondo da ormai 30 anni.

Bazzica le zone del Cimitero Monumentale per raccattare cibo e birre, è lì che l’autrice lo ha conosciuto.
Era una notte di Dicembre di tre anni fa e Franco era per strada freddoloso. Tekla, che ha vissuto in strada e conosce le difficoltà dell’inverno, gli ha regalato un sacco a pelo un budino al cioccolato e una scatoletta per il suo cane.
Da quel giorno sono diventati amici, perché un homeless si ricorderà per sempre chi lo ha aiutato in un inverno così rigido.
Tekla poi spesso è tornata a trovarlo per offrirgli qualche birretta, finché non lo ha coinvolto nel progetto e lo ha convinto a partire: perché lui ora lui si fida di lei e lei di lui.

MODALITÀ:

Una troupe leggera di 4 persone, Tekla con i 3 allievi, quindi regista, operatore, fonico e produzione, più Franco, si aggireranno in treno nel mese di Luglio, per le sette città Italiane sopra menzionate, alla ricerca degli “amici” di Franco, nelle strade e nei meandri dello squallore urbano.
I “clochardes” verranno coinvolti in prima persona nella narrazione del documentario da Tekla, che con il suo vissuto di strada, interagirà con loro, trattandoli, non come prodotti televisivi, ma come uomini/donne con la loro ragione d’essere.
Tante anime diverse si mettono in gioco trascinando le sorti del racconto.

CHI COSA E COME SARÀ COINVOLTO:

La troupe partirà da Milano dopo aver girato la prima parte del documentario con Franco, con lui proseguirà per le atre destinazioni per un mese.
La troupe sarà equipaggiata con 2 telecamere Sony Alfa 7III, 2 Iphone X, un microfono Seniser con Dat e 2 radio microfoni.
Arrivati nelle città, la troupe si fermerà circa 4 giorni individuando i protagonisti e le storie da narrare.
In ogni città verranno reclutati altri allievi della Scuola di Street Cinema che verranno istruiti da Tekla e si uniranno alla troupe leggera in aiuto.
La scelta dei protagonisti privilegia non quelli che “subiscono” la strada, ma quelli che l’hanno scelta. Il resto sarà determinato dall’incontro e dall’intervento di Franco. Le attrezzature verranno fornite da Tekla.

I LINGUAGGI:

La natura del percorso si presta alla realizzazione di un’opera variegata con più linguaggi.
In primo luogo la narrazione del viaggio, di città in città.
Gli umori dell’autrice e della troupe, la loro convivenza di un mese con un “clochard”, forzata dal progetto filmico: il film nel film.
Gli incontri e i “clochardes”: scatch, vere e proprie clip girate con i cellulari.
Gli autoscatti: vere e proprie soggettive di Franco e dei “clochardes”, realizzate da loro stessi con i cellulari.
Le immagini girate con i cellulari saranno condivise in tempo reale on line, sui canali YouTube e Instagram creati per il progetto.

PIANO DI LAVORO E COSTI:

Produzione: Tranky Film di Tekla Taidelli
Regia: Tekla Taidelli
Operatore, fonico, produzione: 3 allievi della Scuola di Street Cinema Montaggio: Federico Mazza e Tekla Taidelli

Pre-produzione:
Un mese. Verranno acquistati 5 biglietti di interrail e organizzato il piano di viaggio prendendo i contatti nelle città stabilite.

Produzione:
Un mese di riprese, Luglio.
Partenza da Milano dopo i primi 4 giorni di produzione, seconda tappa Bologna, terza tappa Firenze, quarta Roma, quinta Napoli, sesta Bari, settima Palermo.
La troupe si fermerà in media 4 giorni per città. La troupe alloggerà in ostelli o nei luoghi suggeriti da Franco.

Post-produzione:
Un mese (montaggio video e audio)

Attrezzature 2 telecamere Sony Alfa 7III, 2 Iphone X, un microfono Seniser con Dat e 2 radio microfoni.

COSTI:

Pre-produzione: 500 Euro

Produzione

Spese di viaggio:
5 biglietti interrail: 2500 Euro Alloggio e vitto: 3000 Euro

Materiale:
Batterie e schede: 500 Euro

Assicurazione mezzi: 1000 Euro

L’equipaggiamento video e audio verrà fornito da Tekla.

Spese emergenze imprevisti: 2000 Euro

Post-produzione Montaggio 5000 Euro

Finalizzazione e grafiche 5000 Euro

TOTALE 19.500 Euro


Se vuoi collaborare alla realizzazione del documentario dai un contributo

EUR

Oppure con bonifico all'IBAN: IT12E0311101646000000020753