L’alveare – Backstage

LAlveare

Unidea modulare di
crossover, fra film e musica

Presente la storia africana: non importa se sei leone o gazzella, comincia a correre?
qui la gazzella si ruba un hammer e investe il leone. Queste sono le White House un condominio popolare tirato su con lamianto. È la selezione dellalveare: le operaie si sbattono per la regina e poi tornano nelle loro celle, finché non crepano. Ma io qui non ci crepo. Ho un microfono, e ho i coglioni per dire la mia
Oscar White

Una casa popolare a Rogoredo, periferia milanese. Lalveare, appunto.
In ogni appartamento si consuma una storia, della durata di 10 circa, indipendente dalle altre ma integrata nel contesto, riconoscibile e modulare, dello stesso condominio.
I protagonisti, Story Teller di ogni singola vicenda, sono artisti della scena musicale indipendente italiana, soprattutto hip-hop e reggae, attorniati da volti emergenti del cinema off milanese, e anche da attori e personaggi noti come La Pina di Radio Dee Jay, Ugo Conti, Tony Sperandeo, a formare un cast trasversale ed efficace.

Lidea di lavorare con artisti musicali in qualità di attori, è fondante: oggi, in Italia, la maggiore libertà espressiva ce lhanno proprio rapper e rocker indipendenti, dei quali il pubblico apprezza radicalità di linguaggio e di contenuti, quale che sia la scena di provenienza: ballotta del muretto, gangsta/zarro di piazza, squatter da centro sociale, indie da sala prove Partendo da questo patto con il pubblico, ciascuna storia di Alveare, narrata con registri che spaziano dal dry-humour più sarcastico al surreale, dal tragicomico al mélo, dal trash al glam, racconta il popolo delle White House di Rogoredo, note per lamianto presente nelle infrastrutture, destinate allabbattimento e in via di sgombero, prese a simbolo di degrado ma pure di irrefrenabile vitalità delle periferie cittadine.
La forza di Alveare sta anche nella coerenza della scelta di personaggi della scena musicale che già hanno raggiunto una certa notorietà, ma che nei luoghi descritti sono nati e hanno vissuto (o ancora vivono). Un progetto unico nel panorama filmico e musicale italiano, quindi, che vede dei musicisti partecipare in qualità di attori, e concorrere sia alla narrazione filmica che alla realizzazione della colonna sonora, sotto la prestigiosa supervisione di Giorgio Gaslini, uno dei più grandi jazzisti italiani viventi.
Ogni artista – cominciando da Oscar White, rapper emergente che, con le sue canzoni e la sua presenza alla puntata di Anno Zero sulla questione dellamianto, ha sollevato un vero e proprio vespaio mediatico sulle case di Rogoredo – aggiungerà il suo stile e il suo personale apporto recitativo, creativo e musicale, per un racconto corale.

La periferia epica e la serialità delle storie
I temi affrontati da Alveare prendono spunto dalla vita nei quartieri alla periferia di Milano. Racconti quotidiani resi epici proprio dal contesto periferico, vivace e multietnico, simile in ogni metropoli del mondo occidentale: Milano, Parigi, Barcellona, Londra, New York, ecc.
Proprio questo carattere universale rende il progetto serializzabile al di fuori del contesto milanese e italiano. Alveare diventa così un format commerciabile, che può essere replicato in altri mercati, ad esempio in Francia, in Spagna e in Inghilterra, dove la scena musicale hip-hop e indie è forte e radicata.